Un delirante meccanismo entropico senza sosta.Ma anziché pensare a sistemi di depurazione sofisticati, con carboni attivi, con ioni negativi, ioni all'argento, con filtri speciali ... e chissà quale altra diavoleria, perché non cominciare con quanto la natura ci offre?
Ovviamente non stiamo dicendo che possano depurare quanto un sistema di depurazione d'aria che consuma magari 500 Watt/h, i cui filtri devono essere almeno cambiati una volta al mese e la manutenzione deve essere svolta da personale specializzato almeno una volta l'anno, però ....
L'Università della Georgia ha pubblicato sul numero di ottobre 2009 “HortScience” una lista di specie vegetali che si possono rivelare delle valide alleate per ripulire l'aria da composti organici volatili nocivi, come il benzene o altri idrocarburi tossici che provengono da adesivi, vestiti, solventi, materiali edili, vernici e persino dall'acqua del rubinetto.

Hedera Helix
Per analizzare le proprietà di queste piante, i ricercatori hanno coltivato in serra per otto settimane diverse varietà più comuni, per arrivare poi a sistemarne ognuna in teche di vetro.
Qui sono state esposte a molti composti organici volatili e, in base alla loro capacità di abbassarne il livello nell'atmosfera della teca, sono state classificate come superiori (l'edera o l'asparago rientrano in questa categoria), intermedie e carenti.
Consideranto che la popolazione del mondo occidentale passa circa il 90% del proprio tempo in ambienti chiusi, la qualità dell'aria degli uffici, delle abitazioni, delle palestre sta diventando uno delle principali preoccupazioni di salute pubblica.
Soprattutto se si pensa che l'aria indoor può arrivare a essere anche 12 volte più inquinata di quella outdoor.
L'Organizzazione mondiale della sanità, in suo rapporto del 2002, stimava in 1,6 milioni le morti imputabili all'inquinamento da interni, la cui azione, è stato dimostrato, causa asma, nausea e aumenta il rischio di sviluppare cancro, malattie croniche del sistema neurologico, di quello riproduttivo, dell'apparato respiratorio.
Link: Abstract dell'articolo su Hort Science

