20 novembre 2009 - Distrutti, negli ultimi 20 anni, 250 milioni di ettari di foreste tropicali, pari a una superficie più di 8 volte l’Italia. Circa un decimo del commercio internazionale di legname proviene da tagli illegali, che causano perdite commerciali pari a 10 miliardi l’anno di dollari.
Sono i dati allarmanti contenuti in un rapporto presentato oggi dall’Ispra (ex-Apat) nel corso di una giornata di studio dedicata a deforestazione e degradazione forestale globale e al legname di provenienza illegale.
Secondo lo studio, di grande interesse, la deforestazione interessa quasi 13 milioni di ettari l’anno e per l’85 per cento è concentrata nei Paesi tropicali. “Le foreste pluviali tropicali – si legge nel rapporto – sono un habitat importante per migliaia di specie migratorie e sostengono almeno il 50 per cento delle specie terrestri e un numero smisurato di culture indigene; inoltre, esse immagazzinano fino a 200 tonnellate ad ettaro di carbonio nella sola biomassa, più di ogni altro tipo di foresta e, al tempo stesso, restituiscono una grande quantità di ossigeno".
Il Sud-Est Asiatico registra i maggiori tassi di deforestazione, seguito dall’Africa e dall’America latina ed almeno altri 2 milioni di ettari sono soggetti a gravi fenomeni di degrado (Fonte: Unep). Secondo inoltre un recentissimo studio condotto nella South Dakota State University, che utilizza immagini satellitari ad alta definizione, il 40 per cento delle foreste del Borneo indonesiano (pari a ben 21 milioni di ettari, due terzi dell’Italia) sono state cancellate negli ultimi 15 anni.
"Per il tradizionale ruolo svolto dall'Italia nel commercio internazionale del legname e prodotti derivati - ha commentato il commissario Ispra, Vincenzo Grimaldi - il nostro Paese deve essere uno dei principali attori nel contrastare il fenomeno".
L'Italia è infatti il primo esportatore mondiale di mobili, ma anche il sesto importatore mondiale di legno e il secondo importatore europeo di legname tropicale, nonché partner commerciale di molti paesi con grandi dotazioni di risorse forestali: Camerun (dove oltre il 50 per cento dei tagli sono illegali), Brasile, Indonesia, Serbia, Bosnia e Albania e altri paesi balcanici, dove purtroppo i fenomeni della deforestazione e dei tagli illegali di legname stanno assumendo dimensioni preoccupanti.
A L'Aquila, con la presidenza italiana, il G8 ha incoraggiato la cooperazione e la creazione di sinergie a livello internazionale e nazionale per combattere la deforestazione e il degrado delle foreste, coinvolgendo i principali attori, compresi i governi, le popolazioni indigene e le comunità locali, i gruppi della società civile e il settore privato.
"Tra le aree di intervento prioritarie per il nostro Paese - ha proseguito Grimaldi - per contrastare il fenomeno della deforestazione globale, secondo l'Ispra, c'è senz'altro la promozione di forme di partnership e di collaborazione pubblico-privato, per favorire azioni di informazione, sensibilizzazione e diffusione di strumenti di tipo volontario per la promozione della gestione forestale responsabile". Il volume edito dall’Ispra, dal titolo, “Deforestazione e degradazione forestale. Le risposte del sistema foreste-legno italiano”, è disponibile