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Le foreste non crescono con l’aumento della CO2

Le foreste non crescono con l’aumento della CO2
La stagnazione potrebbe essere dovuta a una carenza di nutrienti nel suolo

  • Una ricerca mette in discussione i modelli utilizzati fino ad oggi per prevedere il cambiamento climatico: all’aumento della CO2 non corrispondere quello degli alberi

  • Le foreste non crescono con l’aumento della CO2

(Rinnovabili.it) – Gli alberi sono nostri alleati quando si tratta di catturare CO2 e aiutarci nella lotta contro i cambiamenti climatici. Ma una nuova ricerca suggerisce che le foreste potrebbero non essere tanto utili quanto avevamo sperato. I modelli al computer, per prevedere come i cambiamenti climatici si evolveranno, assumono che, con l’aumento delle concentrazioni di gas in atmosfera, le foreste potranno usufruire di anidride carbonica addizionale e crescere un po’ di più, aumentando di conseguenza la loro capacità di mitigare il riscaldamento globale. Ma dopo aver analizzato decine di migliaia di anelli di alberi presi da foreste tropicali in Bolivia, Camerun e la Thailandia, un team internazionale di scienziati ha messo in discussione questa ipotesi. La loro ricerca, pubblicata sulla rivista Nature Geoscience, non ha trovato alcuna correlazione tra l’aumento delle concentrazioni di biossido di carbonio in atmosfera negli ultimi 150 anni e la crescita delle foreste. La mancanza del nesso è venuta proprio dalle prove fornite dagli alberi, i cui anelli non mostravano un aumento al crescere della CO2.

Le foreste tropicali «sono riserve di carbonio molto importanti – ha detto l’autore Peter van der Sleen, della Wageningen University di Ecologia, nei Paesi Bassi – Ma questa ricerca non mette in dubbio la capacità delle foreste di mitigare il cambiamento climatico». Non il “se”, ma il “quanto” è finito sotto la lente di ingrandimento dei ricercatori: «Questa scoperta ha il potenziale di cambiare le nostre previsioni sul clima – ha spiegato Lucas Cernusak, della James Cook University di Cairns, in Australia – I modelli attuali prevedono l’aumento della biomassa forestale tropicale durante questo secolo. Se ciò non accadrà, la CO2 atmosferica salirà ulteriormente, accelerando il riscaldamento globale.

La domanda sorge dunque spontanea: se i modelli erano sbagliati, e le (scarse) politiche di adattamento si basavano su di essi, cosa succederà alle nostre società ora che risulta chiaro che non possiamo attenderci l’aiuto sperato dalle foreste?

Un’altra domanda se la sono posta gli scienziati: perché il tasso di crescita degli alberi nelle foreste tropicali è stagnante? E questo trend è reversibile? Le ipotesi sono tre. In primo luogo, è possibile che un altro cambiamento, legato a stress climatici come l’aumento delle temperature, possa in futuro far crescere più vegetazione. La seconda teoria è che altre parti degli alberi, come la frutta o le radici, si siano sviluppati di più, cosa che non si è potuta notare esaminando gli anelli del tronco.

La terza ipotesi, che van der Sleen e Cernusak ritengono più probabile, è che la crescita degli alberi sia limitata da altre risorse che non hanno a che fare con l’anidride carbonica e l’acqua. Ad esempio, la quantità di nutrienti nel suolo.


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